14 febbraio 2012

Fare musica digitale (7)

  LA BATTERIA

Per studiare la composizione di sequenze di batteria useremo un MIDI file tipico di genere.
Scaricate "ballad long1 MIDI" salvandolo nella vostra cartella dei progetti:

http://ludmillo.altervista.org/MIDIMUSIC-web/ballad long 1 (2bars).mid
Capitolo 7: ballad long1 MIDI.

Caricate il file nell'LMMS: Progetto> Importa> ballad long 1 (2bars).mid
Mettendo in play il file vi accorgerete che l'LMMS lo esegue usando il suono del piano.
Per convenzione i file di drum e percussione dovrebbero essere salvati ed eseguiti usando il canale MIDI 10. Tecnicamente ogni traccia di un file MIDI creata sul canale 10 viene interpretata ed eseguita come una traccia di batteria. Questa regola è valida e corretta per quanto riguarda i file MIDI standard, ad esempio quelli che usa anche il vostro cellulare.
Nel caricamento del file in questione nell'LMMS non c'è il riconoscimento del canale e nemmeno dello strumento abbinato a quel canale. Semplicemente il sequencer lo abbina al lettore di soundfont, SF2 player, e carica lo strumento di default che è appunto il suono 1, il Piano.
Per prima cosa dobbiamo quindi assegnare al nostro SF2 il banco di suoni delle batterie e delle percussioni.
Cliccate sullo strumento -SF2 Impostazioni predefinite- e vedrete che nella finestra delle -Impostazioni Generali- in fianco a PATCH è stato caricato il 'Grand Piano_GMega' (foto 13).

foto 13:
ludmillo altervista - fare musica digitale - foto 13

Cliccate sulla chiave a fianco di 'Grand Piano_GMega' e si apriranno le SoundFont Patches con le colonne: Bank, Patch e Name (foto 14).

foto 14:
ludmillo altervista - fare musica digitale - foto 14

Selezionate le varie Bank e leggete gli strumenti associati ad ogni banca nella colonna Name.
La Bank 0(zero) è la banca standard, ma molte altre sono contenute nel nostro soundfont -mega145.sf2 - (capitolo 4 della guida).
Gli strumenti che cerchiamo sono stipati nelle ultime due Bank, la 126 e la 128.
Ogni voce di queste ultime due bank fa riferimento a delle posizioni standard di una drum pad sulla tastiera. Semplificando possiamo dire che ogni Strumento delle due banche di batteria, la 126 e la 128, contiene il Kit di suoni di una batteria completa suddivisa per note e genere: standard, rock, dance, room, jazz ecc...
Abbiamo imparato che il GM GS MIDI assegna ad ogni strumento una posizione ben definita all'interno di una SoundFont Bank. Bene, così come esiste un ordine che identifica gli strumenti, esiste anche una posizione standard delle percussioni sulla tastiera. Ecco quindi che la cassa o il rullante o il charleston o i piatti sono identificati da una nota ben precisa, codificata. Questo consente ad ogni lettore di MIDI file standard di riconoscere non solo lo strumento assegnato ad un canale, ma anche il suono particolare di quello strumento, per esempio la cassa di una batteria.
Tanto per darvi qualche dettaglio le casse sono in B0 e C1, i rullanti in D1 e E1, il battito delle mani in D#1, il ch chiuso in F#1 e G#1, il ch aperto in A#2 ecc... cliccando con la matita sui tasti della tastiera potete ascoltare il kit completo.
Nell'LMMS se aprite il Piano-roll del nostro file noterete che per un motivo che non conosco i suoni sono posizionati un'ottava sopra. La cassa per esempio anzichè in C1 è in C2. La destinazione dei suoni pertanto non è conforme allo standard GS GM MIDI. Non importa, l'importante è capire dove il nostro sequencer posiziona i suoni del Kit. Per suonare il nostro file MIDI correttamente andiamo in cerca della cassa ed in base alla sua posizine trasportiamo tutto alla sua altezza.

(Le note sono scritte usando il linguaggio internazionale, A B C D E F G, corrispondenti alle nostre La Si Do Re Mi Fa Sol. C1 è quindi il secondo Do partendo dal basso su una tastiera di pianoforte (G0 - E8), C0, C1. L'estensione delle note nell'editor di un file sf2 va dalla nota C-1 alla G9.)

Selezioniamo la bank 126 e lo strumento 'Standard Kit (Drum)'.
Mettiamo in Loop (ripetizione automatica) la traccia, accendendo l'icona a farfalla (foto 15), e facciamo play.

foto 15:
ludmillo altervista - fare musica digitale - foto 15

Compariranno nel Song-Editor due luminose e verdi farfalle che indicano i punti di ripetizione. Per spostare la farfalla destra, quella del punto di fine riproduzione cliccate col destro del mouse dentro la battuta che volete impostare per il ritorno. Per spostare la farfalla sinistra quella che definisce l'inizio del loop cliccate invece con la rotella del mouse (foto 16).

foto 16:
ludmillo altervista - fare musica digitale - foto 16

Per scoprire le diversità dei Kit di batteria provate a cambiare strumento. Oltre al Kit standard provate anche quello rock, dance, room, jazz ecc...
E' probabile che, nonostante il nostro soundfont sia migliore di quello caricato nel pc, non siate in realtà molto contenti di come suona la batteria. Questo è dovuto al fatto che negli ultimi anni l'elemento ritmico delle canzoni che siamo abituati ad ascoltare è spesso oggetto di una cura particolare e di molte complesse manipolazioni. La batteria tradizionale, per alcuni generi quali la house o la dance, l'Hip-Hop e altri, è uno strumento che non viene quasi più usato.

Per migliorare anche i nostri suoni e renderli più simili all'uso attuale dobbiamo ricorrere all'uso dei sample-campioni.
Un Sample è il campione audio di una nota e di uno strumento. Nel nostro caso, la batteria, un Sample è il suono originale di una cassa o di un rullante o di un ch ecc... anche di una cassa digitale, o una cassa estratta da una canzone, o una cassa manipolata attraverso un editor audio.
In LMMS col programma viene caricata una libreria di suoni, Sample, in formato ogg.
Per aprire la libreria cliccate sulla terza icona impilata a discesa in fianco a Song-Editor. Si aprirà il campo 'My sample' + una serie di catelle che ne descrivono il contenuto (foto 17).

foto 17:
ludmillo altervista - fare musica digitale - foto 17

Aprite una delle cartelle e cliccando su un suono ne potrete ascoltare l'anteprima.
Se trasportate un Sample nel Song-Editor questo creerà una traccia col nome del campione importato.
Per suonare quel campione dobbiamo capire come è stato caricato nel Song-Editor. Cliccate sul nome del Sample e si apriranno le -Impostazioni Generali- dello strumento. Se fate caso alla tastiera in basso  vedrete che un quadratino verde sarà posizionato su una nota, il La, tra C4 e C5. Questo significa che il nostro Sample nella sua versione originale suona giusto sulla nota La, A5. Cliccando su altri punti della tastiera sentirete il Sample suonare su altezze diverse.
Mettiamo il caso che vogliamo far suonare il Sample di batteria 'bassdrum03.ogg' contenuto nella cartella -drums-. Trasportiamo detto sample nel Song-Editor, clicchiamoci sopra ed andiamo a verificare la nota di default del suono che come detto è la A5.
Per montare una cassa usando questo suono dobbiamo innanzitutto creare una battuta vuota, entrare nel Piano-roll e scrivere una serie di note sulla riga del La compreso tra C4 e C5, la riga della nota A5. Quando inserite una nota nel Piano-roll quella nota assume il valore impostato nell'ultimo riquadro a destra sul menu strumenti, quello con l'icona di una nota color verde. Cliccate sulla tendina e selezionate 1/16.
Se si commette un errore mettendo una nota, è possibile spostarla nella posizione corretta. Passando sul centro della nota il cursore si trasforma in una croce a quattro vie, basta cliccare e  trascinare la nota alla sua nuova posizione. LMMS sposterà la nota che si sta trascinando per correggere il suo posizionamento a seconda di come è impostata la quantizzazione (il valore in fianco alla grande Q sul menu del piano-roll). È possibile spostare le note orizzontalmente (nel tempo) e verticalmente (in altezza).
Clicchiamo sul primo quadratino, ogni quattro, della riga A5 del reticolo per quattro volte (foto 18).

foto 18:
ludmillo altervista - fare musica digitale - foto 18

Mettendo in play ascolteremo la cassa-sample battere su ogni quarto della battuta. Volendo cambiare l'altezza del suono possiamo spostare le note in su o in giù e sentire come cambia il suono della cassa. Oppure possiamo impostare la nota base del Sample in -Impostazioni Generali- dello strumento su una nota diversa dalla A5.

Nel prossimo capitolo abbineremo al nostro file MIDI di batteria, ballad long 1 (2bars).mid, i Sample ogg di LMMS, e impareremo a manipolare le note sul Piano-roll.

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10 marzo 2011

Fare musica digitale (6)

  IL PIANO

Come detto, per esercitarci e capire le funzioni del sequencer useremo MIDI file pubblici provenienti dalla rete.
Per lavorare sul Piano ho scelto 'Per Elisa'.
Il brano di Ludwig van Beethoven è una bagatella in La minore composta nel 1810 e pubblicata come WoO 59, conosciuta da tutti come Per Elisa. Per farvi capire l'enorme differenza che può derivare dal diverso uso di un sequencer useremo due file MIDI dello stesso brano. Il primo è un file meccanico probabilmente frutto di una decodifica automatica, mentre il secondo file è frutto di una vera e propria esecuzione da parte di un pianista.
Potete prelevare i due file dal link quì sotto e salvarli nella vostra cartella di studio, se non ne avete ancora una createla adesso.

Capitolo 6: Per Elisa MIDI.
Il file automatico.

Capitolo 6: Fur Elise MIDI.
Link originale: http://it.wikipedia.org/wiki/File:F%C3%BCr_Elise.mid
L'autore del nostro secondo MIDI file è Michael Bednarek che l'ha messa a disposizione per pubblico dominio.

Importate il primo file -Per Elisa MIDI- nel sequencer (importa file MIDI). Tutti i sequencer possono importare i file MIDI, purtroppo per alcuni vedi il caso del nostro LMMS non c'è la possibilità di esportarli, peccato, una mancanza che magari verrà corretta nelle versioni future. Dovrebbero comparire due tracce strumentali + le automazioni. La traccia della mano destra e quella della mano sinistra.
Il file MIDI in questione è certamente frutto di un'operazione tecnica e lo si capisce dal fatto che nessun pianista registrerebbe due tracce separate per mano destra e sinistra, e anche dalla quasi mancanza di profondità nell'esecuzione. La gamma volumetrica dei piani e dei forti è talmente piccola che non si sente nessuna variazione d'intensità. In una vera esecuzione i valori di volume delle note risulterebbero molto frastagliati con altezze diverse per ogni nota. (Più avanti quando caricheremo il secondo MIDI file ne avremo la dimostrazione concreta.)
Cliccando due volte sulle tracce nell'Editor Song si apre il piano-roll. Potete verificare che quasi tutte le note nelle due parti sono registrate ad un livello di volume simile, cosa impossibile nel caso che si fosse registrata una vera esecuzione live (foto 11).

foto 11:



L'altro caso in cui può verificarsi una tale uniformità succede nelle registrazioni fatte attraverso una tastiera MIDI che non possiede la risposta al tocco, quindi una tastiera senza i tasti pesati. La differenza tra una tastiera con tasti pesati e non, è che in fase di registrazione quella con i tasti pesati registra anche il valore di percussione sui tasti mentre quella senza tasti pesati registra su un unico livello di volume.

Se ancora non l'avete fatto abbinate alle due tracce il nostro banco di suoni mega145.sf2. Mettete in play e ascoltate. Per avvicinarci a come risulterebbe un piano vero notate come è stato spostato leggermente il pan della traccia mano destra, la prima traccia, verso destra e quello della traccia mano sinistra a sinistra. Un vero piano, ponendo il caso di essere al posto del musicista che lo suona quindi posizionato al centro della tastiera, ha le note alte a sinistra e quelle basse a destra, divaricando leggermente i pan avete anche voi la pseudo sensazione di ascoltare quello che sentirebbe il pianista, con le note acute più presenti all'orecchio destro e le note gravi più presenti all'orecchio sinistro.

La cosa corretta di questo primo MIDI file è la metrica di 3/8, tre ottavi nel TIME SIGN, come nella partitura originale. L'altro elemento utile da considerare è l'uso dell'automazione del tempo. Ascoltando la riproduzione vi accorgerete che in più punti sono stati inseriti dei rallentamenti e delle accelerazioni per cercare di imitare la stesura originale. Per vedere com'è fatta la curva dell'automazione in LMMS cliccate col destro su TEMPO/BPM e scegliete la voce 'Modifica l'automazione globale della traccia'. Nella finestra Editor del tempo potrete seguire la linea creata per fare i rallentamenti e le accelerazioni.

Passiamo al secondo file.
Importiamo il file -Fur Elise MIDI- in un nuovo progetto e ci accorgiamo subito che è formato da una sola traccia, niente automazioni, e che il tempo non è corretto. Il BPM segna come metrica 4/4. Nella stesura originale il pezzo è stato scritto in 3/8. Perchè mai è stato registrato il brano con un tempo sbagliato?
Per rispondere a questa domanda è sufficiente che apriate il Piano-roll della traccia. Come vedete ci sono un sacco di differenze rispetto al primo file anche se tutti e due suonano la stessa canzone. Il fatto è che questa seconda versione è in realtà una versione reale, di un pianista che ha suonato pigiando sui tasti. La frastagliatura del valore delle note ne è la conferma (foto 12).

foto 12:


Probabilmente per l'esecutore non era importante assegnare un tempo fisso all'esecuzione, ha usato il tempo nella sua impostazione di default per poter fare un'esecuzione libera. In questo modo ha potuto suonare la partitura senza preoccuparsi di seguire un metronomo che scandiva il tempo, come in una vera esecuzione live.
Mettendo in play questo secondo file avrete la sensazione di ascoltare un pianista in carne ed ossa che suona, mentre nel primo esempio si coglie da subito l'aspetto meccanico.

Per rendere più piacevole e veritiero il suono del piano ci sarebbero da adottare due piccoli accorgimenti:
In qualsiasi luogo immaginiate che possa essere posizionato un piano reale questo risponderà a tutte le influenze dell'ambiente dov'è messo. Il suono naturale è quindi soggetto a ritardi e/o riverberi.
Nel caso dell'LMMS, nella finestra Mixer cliccate su -Aggiungi effetto- (a destra nella finestra) e si aprirà la tavola dei plug-in effetti che il programma vi mette a disposizione.
Aggiungete quindi un leggero riverbero, per esempio usando il -Calf Reverb LADSPA- (regolate il potenziometro del Wet Amount vicino a 1), e per evitare che in alcuni punti il suono entri in distorsione sotto al plug-in riverbero aggiungete anche il -C* Clip-, un compressore che evita il **clipping.
Adoperate effetti simili nel vostro sequencer.

**Il clipping, di cui si è parlato sopra, si verifica quando il suono in alcuni punti supera il valore di 0(zero). Nell'audio digitale 0(zero), è il limite massimo di volume buono oltre il quale il suono va in distorsione o produce appunto dei clip di rumore.

L'aggiunta degli effetti Plug-in per uno Strumento andrebbe fatta fondamentalmente sulle tracce FX di quello strumento nel Mixer. Nel nostro caso, visto che usiamo un solo strumento, il piano, e non abbiamo impostato le uscite FX è possibile aggiungere gli effetti anche alle master out, le uscite stereo principali.
Basta un leggero riverbero a darvi l'emozione di un piano quasi reale.
Per rendere l'ascolto ancora più realistico basterebbe caricare nel nostro lettore di soudfont un campionamento professionale di piano, e l'emozione potrebbe sorprendervi.

Per finire salvate i progetti nella vostra cartella di studio.
-- Salva come -- nome del file (es: pianostudio1, pianostudio2) --.
Per imparare a suonare il piano ci vogliono anni di studio tuttavia potrebbe essere molto utile, e per certi versi anche divertente, studiare con l'apporto sempre più voluminoso di file MIDI messi a disposizione liberamente dalla rete.

Per quanto riguarda il Piano ci fermiamo qui. E' stata presentata un'infarinatura su come caricarlo, analizzarlo, come cercare di rendere il suono più realistico e come sia possibile studiare dei pezzi usando i file MIDI.

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